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domenica, 26 marzo 2006 21:25:09

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12° Edizione della Maratona della Città di Roma
Domenica 26 Marzo 2006
 

 

 

Io non ho parole! Io non posso descrivere quel che ho visto e sentito oggi dentro di me. Per me oggi è stata la 4° Maratona di Roma, ma ogni volta la mia città mi riserva delle emozioni nuove, particolari, entusiasmanti, meravigliose, indimenticabili...insomma tutti gli aggettivi più belli non potranno mai bastare per descriverla.
Questa mattina, quando gli oltre 12.000 entravano nelle gabbie, il cuore correva veloce, e mai durante la gara avrebbe battuto così...tutti ai piedi del Colosseo, verso i Fori Imperiali illuminati dal sole primaverile di Roma, che è tutta ricoperta da un cielo blu e che è avvolta da un'aria fresca e gradevole.
Oggi è volata, almeno fino al 30° km, quasi non mi sono accorto che correvo da 2h e mezza; poi come al solito arriva la fatica, insieme, improvvisa, con i muscoli che si svuotano come fossero bucati, i piedi doloranti per i sampietrini (pochi per fortuna quest'anno!), un caldo sorprendente che ti riporta inevitabilmente a quella mattina terribile della Roma - Ostia; ed allora ti rendi conto che oggi è una gran giornata, e punti dritto verso Piazza Venezia, dove tanta gente, la maggior parte sconosciuti, sta li a guardare e ti incoraggia. E' questa la festa vera, tutti sono amici, tutti spingono tutti, ogni atleta spinge gli altri atleti, tutta la gente spinge questo serpentone interminabile verso la fine. E come sempre l'ultimo tratto di San Paolo è il peggiore, tutti lo odiano, non perchè siano gli ultimi km, ma perchè è come un tormentone infinito, non ti da distrazioni, non ti permette di essere sereno...insomma l'unica nota stonata della nostra grande Maratona. Ma tutto passa al 41°, quando l'enorme palazzo della FAO ti fa capire che ci sei, e in un attimo il Colosseo è di nuovo li avanti a te. Non puoi non ripensare a 3 ore prima, quando passavi di la per raggiungere la partenza; e l'ultima salita non fa male, perchè alla fine ti aspettano quei 400 metri che per tutto l'anno sogni, risogni e sogni di nuovo. Sono 400 metri tra te e la tua medaglia, ormai il tempo non conta, le emozioni di quegli ultimi metri sono irrefrenabili, le stesse che io provo quando magari in allenamento passo di la e penso alla mia prossima Maratona, ma moltiplicate per 1000!
Ti guardi accanto, gente che sorride, che applaude, i tuoi compagni di fatica che ti fanno un cenno per farti capire che è tutto ok...ed ecco il fatidico cartello del 42°...ci siamo, braccia al cielo, tutti con un amico che ti aspetta dopo il traguardo per dirti:"anche stavolta ce l'abbiamo fatta". Si, anche stavolta ce l'abbiamo fatta, ed abbiamo tutti voglia di farcela ancora, ancora, ancora...non smettete mai di cercare di conquistare le vostre medaglie, non smettete mai!

 

 

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