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sabato, 18 settembre 2004 23:09:29

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Con queste righe spero di poter far vivere a chi ancora non ha corso una maratona, solo alcune delle sbalorditive sensazioni che percorrono il corpo e la mente di un podista nel momento della "resa dei conti" di una 42 chilometri, con la speranza che sempre più persone si invoglino a viverle sulla propria pelle. Senza dimenticare l'obiettivo unico ed insostituibile, onorarsi di onorare lo sport.
 

Maratona di Roma 2004, la partenza. Ulteriori informazioni su www.maratonadiroma.it

"Sono le 09.05 di una Domenica particolare, anzi, de "la Domenica". Gli atleti corrono impazziti avanti ed indietro per Via di San Gregorio. Chi ancora si scalda con qualche allungo, chi si blocca alla prima transenna e ne approfitta per allungare un pò i muscoli, chi si aggiusta i calzini, chi lascia la borsa sui pullmans deposito dell'organizzazione. L'odore di canfora ti avvolge stretto, ok, sono pronto, ho preso tutto? No cavolo, le bustine di fruttosio per la gara, ne ho solo 3 spillate al pantaloncino, meglio prenderne ancora, non si sa mai.

09.10, l'orologio corre, più ora di quando sei in gara. A 300 metri dalla zona punzonatura, 400 dalle gabbie, ma c'è come la paura di far tardi, anzi, di essere già in ritardo; dai si va, punzonati, si alzano gli occhi e la mole del Colosseo sovrasta queste migliaia di runners.
Ci sono tutti, dalle 2h20'' alle 7h, siam tutti la, ed è stupendo, non c'è differenza tra noi, il tempo non conta, quello che importa è la passione che ci unisce, la voglia di farcela.

Ecco le gabbie di partenza, entro in seconda, i più sono già in fila, altri si "strecciano" come possono, lo spazio è poco. Mancano 10 minuti, cavolo tra un attimo si parte, ed inizi a ripercorrere tutti i giorni che ti hanno permesso di star li, alla partenza. Li rivedi tutti, gli ultimi mesi passano davanti agli occhi della tua mente come se fossero tanti ieri, il ricordo è lucido, ti ricordi anche le sensazioni degli allenamenti più duri.
Un turbolento flusso di coscienza ti pervade, mio Dio, l'ultima volta che ho corso 3 ore è stato 15 giorni fa nell'ultimo lungo, e così inizi a ripensare a quel giorno, quando invece la tua testa già vedeva il momento che stai vivendo ora. Tutte le fatiche, gli infortuni, le alzataccie al mattino o le ripetute alla luce dei lampioni invernali, tutto è passato, sono un ricordo, materializzatosi nell'attimo presente.

09.25, nel frattempo non hai smesso di sbattere le cosce, ogni tanto ti pieghi per allungarti, stringi i lacci 10 volte al minuto, se si sganciano già sai che è un problema, ma dentro di te sai che il triplo nodo e l'adesivo sopra ti eviteranno fastidi,  nonostante ciò continui a stringerli perchè è così che speri di stemperare il panico. E già, di panico si tratta, la paura di non esserti allenato a sufficienza, di aver tralasciato qualcosa; il pensiero vola automaticamente ai pulmini "spazzini", quelli che ti raccattano mestamente lungo il tracciato se per qualsiasi motivo non ce la fai. Sono il terrore del maratoneta, la fine del sogno, ed intanto la mente ti porta a pensare così al ritiro, o no, che incubo, fermarsi a bordo strada, staccarsi il pettorale e non avere il coraggio di guardare la gente li vicino, mentre una voce ti parla dicendoti che non fa nulla, forza, alla prossima andrà meglio. Si è vero, non succede nulla, ma allora tutti i sacrifici, finiscono così su un marciapiede?

Poi torni improvvisamente lucido, 09.27, e ti rendi conto che come in un sogno ti eri già dato per spacciato, vedevi la peggiore delle ipotesi come reale, invece no, la gara deve ancora iniziare, le strade della città ti aspettano, e in 5'' ripercorri a mente tutto il percorso.
Ed è così che l'ultimo pensiero del tuo cervello in piena, mentre il cuore pulsa come un pazzo, vola allo striscione sulla linea di partenza, che rivedrai dopo qualche ora alla fine della tua fatica; si, perchè io voglio farcela, voglio finire la mia gara, voglio divertirmi e scherzare con queste migliaia di persone che ho accanto. Ed è bello pensare che molti di loro, negli ultimi 20 minuti, hanno vissuto la tua stessa esperienza emotiva; lo sai, ne sei certo, li guardi negli occhi e leggi in loro le tue stesse sensazioni, perchè sono quelle che uniscono tutti noi podisti, amanti della corsa, amanti dello sport.

09.29, lo starter è pronto, le file si pressano, ci siamo...09.30, eccoci nostra amata città, arriviamo."

 

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