ilmaratoneta.com,
sito web dedicato al mondo del running e della maratona. Allenamento,
alimentazione, esperienze, sensazioni, per raggiungere il traguardo più
ambito e per trovare la nuova voglia di provarci ancora, ancora, ed
ancora! |
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Con queste righe spero di
poter far vivere a chi ancora non ha corso una maratona, solo alcune
delle sbalorditive sensazioni che percorrono il corpo e la mente di un
podista nel momento della "resa dei conti" di una 42 chilometri, con la
speranza che sempre più persone si invoglino a viverle sulla propria
pelle. Senza dimenticare l'obiettivo unico ed insostituibile, onorarsi
di onorare lo sport. |
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"Sono le
09.05 di una Domenica particolare, anzi, de "la Domenica". Gli atleti
corrono impazziti avanti ed indietro per Via di San Gregorio. Chi ancora
si scalda con qualche allungo, chi si blocca alla prima transenna e ne
approfitta per allungare un pò i muscoli, chi si aggiusta i calzini, chi
lascia la borsa sui pullmans deposito dell'organizzazione. L'odore di
canfora ti avvolge stretto, ok, sono pronto, ho preso tutto? No cavolo,
le bustine di fruttosio per la gara, ne ho solo 3 spillate al
pantaloncino, meglio prenderne ancora, non si sa mai. Ecco le
gabbie di partenza, entro in seconda, i più sono già in fila, altri si
"strecciano" come possono, lo spazio è poco. Mancano 10 minuti, cavolo
tra un attimo si parte, ed inizi a ripercorrere tutti i giorni che ti
hanno permesso di star li, alla partenza. Li rivedi tutti, gli ultimi
mesi passano davanti agli occhi della tua mente come se fossero tanti
ieri, il ricordo è lucido, ti ricordi anche le sensazioni degli
allenamenti più duri. 09.25, nel frattempo non hai smesso di sbattere le cosce, ogni tanto ti pieghi per allungarti, stringi i lacci 10 volte al minuto, se si sganciano già sai che è un problema, ma dentro di te sai che il triplo nodo e l'adesivo sopra ti eviteranno fastidi, nonostante ciò continui a stringerli perchè è così che speri di stemperare il panico. E già, di panico si tratta, la paura di non esserti allenato a sufficienza, di aver tralasciato qualcosa; il pensiero vola automaticamente ai pulmini "spazzini", quelli che ti raccattano mestamente lungo il tracciato se per qualsiasi motivo non ce la fai. Sono il terrore del maratoneta, la fine del sogno, ed intanto la mente ti porta a pensare così al ritiro, o no, che incubo, fermarsi a bordo strada, staccarsi il pettorale e non avere il coraggio di guardare la gente li vicino, mentre una voce ti parla dicendoti che non fa nulla, forza, alla prossima andrà meglio. Si è vero, non succede nulla, ma allora tutti i sacrifici, finiscono così su un marciapiede? Poi
torni improvvisamente lucido, 09.27, e ti rendi conto che come in un
sogno ti eri già dato per spacciato, vedevi la peggiore delle ipotesi
come reale, invece no, la gara deve ancora iniziare, le strade della
città ti aspettano, e in 5'' ripercorri a mente tutto il percorso. 09.29, lo starter è pronto, le file si pressano, ci siamo...09.30, eccoci nostra amata città, arriviamo." |