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Sono le
22.30 quando passo a prendere il mio "compagno" di fatiche Alfredo,
diretti poi verso la zona di Caracalla, dove lasceremo l'auto per poi
portarci nella zona di partenza.
Siamo
arrivati allo stadio, ci sono tante macchine posteggiate, così tante che
si capisce subito che c'è qualcosa in ballo. Questo qualcosa è
rappresentato da 2300 persone che hanno deciso di farsi una bella
corsetta nella loro città, Roma...di notte però.
Ci cambiamo al volo, canottiera, pantaloncini, vaselina sulle cosce e
via, verso Circo Massimo e di li poi verso il Campidoglio. L'atmosfera è
febbrile, c'è tanta gente in giro, chi non era al corrente della
manifestazione ci guarda dalle auto come se fossimo degli alieni; "Alfrè
scaldiamoci un pò", così corricchiando tranquillamente in mezzo a
centinaia di podisti costeggiamo il Circo Massimo, pieno di gente che
corre nell'oscurità, è surreale, poi in Via dei Cerchi imbocchiamo un
paio di vicoli e via eccoci al Teatro di Marcello.
E' favoloso. Gente che corre a destra e a manca, chi lentamente, chi
prova qualche allungo, chi si streccia sui marciapiedi o sulla prima
ringhiera che gli capita. L'odore della canfora è inebriante,
fortissimo. La città è li per noi, noi li per lei.
Piazza Venezia è un formicaio, migliaia tra atleti e semplici spettatori
o turisti. Decidiamo di fare ancora un pò di riscaldamento dato che c'è
tempo, aggiriamo la Piazza e siamo ai Mercati di Traiano, in Via dei
Fori Imperiali. Il Colosseo è laggiù, illuminato a giorno per
l'occasione, un brivido mi percorre la schiena, Alfredo sta zitto, muto
come un pesce, teso come una corda di violino, è la prima gara a cui
partecipa, in più a Roma, in più di notte, in più in questa parte di
città che dire fantastica è dir poco.
Un paio di andature da 500 metri, uno sguardo all'orologio, 23.30, è il
caso di andare in partenza.
L'accesso alla zona partenza è particolare quanto meno, si salgono i
famosi gradini pendenti del Campidoglio, e dopo un minuto eccoci in
Piazza...Incredibile, centinaia di persone corrono in tondo sotto la
statua di Marco Aurelio, che sta li a guardare e se potesse parlare
chissà cosa direbbe. Una cosa mai vista, luce soffusa, ambientazione da
film.
Poi il momento che preferisco, lo stretching pre partenza, quando stai
accanto a tanti altri atleti come te, che ogni santo giorno faticano
come te per allenarsi, e che in quell'istante cercano la concentrazione
per la gara. Tutti stanno zitti, è un rituale di ogni prepartenza ma è
sempre un'emozione nuova; ci si guarda, ci si sorride, tu ammiri gli
altri podisti perchè sai qual'è il loro amore per la corsa e lo sport,
loro ammirano te per lo stesso motivo. Fantastico. A fatica entriamo per
un paio di minuti nel "vortice" attorno alla statua, manca poco ormai,
10 minuti, ne usciamo e ci mettiamo in fila al gruppone in attesa dello
sparo. "Alfrè il percorso è duro, partiamo tranquilli poi vediamo se
gliela facciamo a 4' al km ok?". "Vabeh Lanza, non ci perdiamo e poi
vediamo come va dopo il Colosseo".
Partenza, un fiume di persone muove tutto insieme lungo la discesa dei
giardinetti del Campidoglio verso i Fori Imperiali, noi siamo ancora in
cima alla salita e vediamo i primi che già corrono veloci in basso. Dopo
4' abbondanti siamo giù, inizia la nostra esperienza, tutti insieme a
bordo strada con il Colosseo che si avvicina, la gente che batte le mani
sui marciapiedi...
...la strada corre veloce sotto i nostri piedi, è surreale, la città è
nostra ora...come nel '60 lo fu di uno sconosciuto, Abebe Bikila... |