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lunedì, 11 ottobre 2004
20:50:50
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Rocca di mezzo - rifugio del lupo ai piani di pezza
 
Tipo di percorso: piano, salita, discesa, percorso a circuito Tipo di terreno: asfalto, sterrato Ambientazione: montagna, Parco Regionale del   Sirente - Velino
Difficoltà: media - duro, 5/5 Chilometraggio totale: 10 km circa Progressive: ogni km, vedi dettaglio nella cartografia
Lavori consigliati: salite medie Disponibilità acqua: si Orario consigliato: qualsiasi, eccetto in estate le ore pomeridiane dei giorni più caldi e nei fine settimana invernali per il traffico di auto.
Affollamento percorso: pochissime macchine Particolarità: una sterrata panoramica conduce in boschi di faggi rigogliosi fino ad aprirsi sui lunghi Piani di Pezza Giudizio finale: percorso duro ma che offre grandi sensazioni e grande soddisfazione nel suo completamento
Stelline de "ilmaratoneta":


Il tracciato che "ilmaratoneta.com" propone questa volta ha come teatro l'Altopiano delle Rocche, spostandosi poi nei vicini Piani di Pezza, posti circa 200 metri più in alto del paese. Il tutto quindi si svolge tra i 1330 ed i 1500 metri circa di quota.

La partenza è nel paese di Rocca di Mezzo, all'altezza della Caserma dei Carabinieri, e si percorre o la strada principale delle rocche in direzione Rovere - Ovindoli, oppure in alternativa si possono percorrere le vie interne del paese, più belle e caratteristiche nonchè con pochissimo traffico, sempre in direzione fuori paese (Rovere).

Giunti al primo incrocio, in corrispondenza di una fontana, si svolta a destra e ci si dirige verso i Piani di Pezza, ancora lontani, indicati dalla segnaletica stradale in quanto località punto di partenza per escursioni e per lo sci di fondo.
Ben presto l'asfalto finisce e lascia il posto a brecciolino vario, che ci terrà compagnia fino alla metà del percorso, in cima.

La salita si presenta subito con uno strappetto niente male di circa 300 metri, poi molla un attimo in falsopiano, poi inizia di nuovo a salire con dei tornanti niente male. Come in altri percorsi il cuore si fa subito sentire, il respiro si fa veloce e la fatica ci pervade, ma il paesaggio e la voglia di completare l'allenamento ci danno la forza per andare avanti.

Con passo regolare, senza strappi o variazioni, si continua in salita prima tra pratoni verdi pascolati da pecore e mucche, poi si attraversa una piccola zona boscata. Dopo il 3° tornante la salita ci da respiro per circa 250 metri, poi però uno strappetto molto impegnativo si pone davanti a noi, ed allora bisogna accendere la turbina e macinare metri, accorciare la falcata e via su di ritmo, come una jeep con le ridotte attivate.

Ultimo tornante tra i prati, la sterrata piega decisa verso sinistra ed inizia un rettilineo traverso alla montagna che ci porta in un bosco di faggi bellissimo, dove in autunno le foglie cadenti ricoprono la strada e creano come un morbido tappeto; attenzione però a dove mettete i piedi, le buche sono in agguato.

Si prosegue sul rettilineo, in moderata salita, poi ancora un 3 curve ampie in salita, sempre nel bosco, fino ad arrivare ad un bivio, dove si incrocia un sentiero in arrivo dall frazione di Rovere.


A questo punto gli ultimi 500 metri, i più duri, con un vero muretto che vuole privarci dell'arrivo, ma ormai la fine del bosco è a portata d'occhio, non si può mollare, ed allora il turbo diesel che abbiamo nelle gambe si mette a spingere e ci porta su fino a scollinare al Vado di Pezza. Ci attende ora un breve tratto in falsopiano, poi in piano vero e proprio, ed infine un 100 metri di discesa fino ad arrivare al Rifugio del Lupo.

A questo punto uno sguardo veloce ai grandi Piani di Pezza di fronte a noi e ci si gira, l'ultima fatica è la discesetta breve appena effettuata, poi ci attendono 4 km di discesa piacevolissima, dove potremo recuperare e goderci la soddisfazione di avercela fatta.

La via del ritorno è la stessa, attenzione al brecciolino spesso scivoloso ed ai canali scavati dalle piogge, per il resto godetevi il bosco ed il panorama che si gode uscendo da questo. Alla fine della sterrata, un breve tratto in asfalto ci riporta sulla via principale, di qui o si gira a sinistra e si torna alla partenza lungo la via principale, che si presta anche ad un'andatura più ampia e veloce per sciogliere le gambe, o si prosegue dritto all'incrocio passando nelle viuzze del paese, che consiglio vivamente. Qui c'è una fontanella che tenta la nostra voglia di bere. ATTENZIONE perchè l'acqua è ghiacciata e voi molto accaldati.

I lavori che si possono svolgere su questo percorso si ritrovano nelle salite medie. Sul tratto iniziale in piano conviene andare con un medio di riscaldamento e preparazione alla salita; in salita è bene tenere un'andatura che potrebbe essere quella del ritmo gara, se non ci si riesce il medio va sempre bene. Come detto prima al ritorno, in piano, un'andaturina a sensazione senza esagerare può aiutarci a scioglierci un pò.

Lungo il tracciato non è disponibile acqua, presente solo prima della salita e poi, sempre nello stesso punto, ad 1 km dal termine della sedua dopo la discesa; perciò meglio bere un pò prima. Da evitare le giornate estive più calde ed umide, l'ombra c'è solo nell'ultima parte del tracciato quando si entra nel bosco. In inverno va bene qualsiasi orario, meglio le ore calde; la strada è percorribile perchè tenuta aperta da uno spazzaneve, quindi il fondo è innevato o ghiacciato, specie da metà in su.

Venendo ai tempi, il percorso, sempre riferendomi ad un podista allenato, si conclude bene in circa 50', con andatura regolare e costante.

Il percorso presenta la difficoltà della lunga salita, circa 4,5 km, resa ancor più dura dal fatto che spesso e volentieri sul brecciolino si scivola un pò e quindi si spreca un pò di energia in più per andare su.

A livello di traffico, è praticamente assente in inverno, d'estate qualche auto in più nei week-ends ma nulla più, incrocerete 3 o 4 macchine lungo tutto il tracciato.

 

 

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