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Il tracciato che "ilmaratoneta.com"
propone questa volta ha come teatro l'Altopiano delle Rocche,
spostandosi poi nei vicini Piani di Pezza, posti circa 200 metri più in
alto del paese. Il tutto quindi si svolge tra i 1330 ed i 1500 metri
circa di quota.
La partenza è nel
paese di Rocca di Mezzo, all'altezza della Caserma dei Carabinieri, e si
percorre o la strada principale delle rocche in direzione Rovere -
Ovindoli, oppure in alternativa si possono percorrere le vie interne del
paese, più belle e caratteristiche nonchè con pochissimo traffico,
sempre in direzione fuori paese (Rovere).
Giunti al primo
incrocio, in corrispondenza di una fontana, si svolta a destra e ci si
dirige verso i Piani di Pezza, ancora lontani, indicati dalla
segnaletica stradale in quanto località punto di partenza per escursioni
e per lo sci di fondo.
Ben presto l'asfalto finisce e lascia il posto a brecciolino vario, che
ci terrà compagnia fino alla metà del percorso, in cima.
La salita si
presenta subito con uno strappetto niente male di circa 300 metri, poi
molla un attimo in falsopiano, poi inizia di nuovo a salire con dei
tornanti niente male. Come in altri percorsi il cuore si fa subito
sentire, il respiro si fa veloce e la fatica ci pervade, ma il paesaggio
e la voglia di completare l'allenamento ci danno la forza per andare
avanti.
Con passo regolare,
senza strappi o variazioni, si continua in salita prima tra pratoni
verdi pascolati da pecore e mucche, poi si attraversa una piccola zona
boscata. Dopo il 3° tornante la salita ci da respiro per circa 250
metri, poi però uno strappetto molto impegnativo si pone davanti a noi,
ed allora bisogna accendere la turbina e macinare metri, accorciare la
falcata e via su di ritmo, come una jeep con le ridotte attivate.
Ultimo tornante tra
i prati, la sterrata piega decisa verso sinistra ed inizia un rettilineo
traverso alla montagna che ci porta in un bosco di faggi bellissimo,
dove in autunno le foglie cadenti ricoprono la strada e creano come un
morbido tappeto; attenzione però a dove mettete i piedi, le buche sono
in agguato.
Si prosegue sul
rettilineo, in moderata salita, poi ancora un 3 curve ampie in salita,
sempre nel bosco, fino ad arrivare ad un bivio, dove si incrocia un
sentiero in arrivo dall frazione di Rovere.
A questo punto gli
ultimi 500 metri, i più duri, con un vero muretto che vuole privarci
dell'arrivo, ma ormai la fine del bosco è a portata d'occhio, non si può
mollare, ed allora il turbo diesel che abbiamo nelle gambe si mette a
spingere e ci porta su fino a scollinare al Vado di Pezza. Ci attende ora un breve tratto
in falsopiano, poi in piano vero e proprio, ed infine un 100 metri di
discesa fino ad arrivare al Rifugio del Lupo.
A questo punto uno
sguardo veloce ai grandi Piani di Pezza di fronte a noi e ci si gira,
l'ultima fatica è la discesetta breve appena effettuata, poi ci
attendono 4 km di discesa piacevolissima, dove potremo recuperare e
goderci la soddisfazione di avercela fatta.
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La via del ritorno è la stessa, attenzione al brecciolino spesso
scivoloso ed ai canali scavati dalle piogge, per il resto godetevi il
bosco ed il panorama che si gode uscendo da questo. Alla fine della
sterrata, un breve tratto in asfalto ci riporta sulla via principale, di
qui o si gira a sinistra e si torna alla partenza lungo la via
principale, che si presta anche ad un'andatura più ampia e veloce per
sciogliere le gambe, o si prosegue dritto all'incrocio passando nelle
viuzze del paese, che consiglio vivamente. Qui c'è una fontanella che
tenta la nostra voglia di bere. ATTENZIONE perchè l'acqua è ghiacciata e
voi molto accaldati.
I lavori che si
possono svolgere su questo percorso si ritrovano nelle salite medie. Sul
tratto iniziale in piano conviene andare con un medio di riscaldamento e
preparazione alla salita; in salita è bene tenere un'andatura che
potrebbe essere quella del ritmo gara, se non ci si riesce il medio va
sempre bene. Come detto prima al ritorno, in piano, un'andaturina a
sensazione senza esagerare può aiutarci a scioglierci un pò.
Lungo il tracciato non è disponibile acqua, presente solo prima della
salita e poi, sempre nello stesso punto, ad 1 km dal termine della sedua
dopo la discesa; perciò meglio bere un pò
prima. Da evitare le giornate estive più calde ed umide, l'ombra c'è
solo nell'ultima parte del tracciato quando si entra nel bosco. In
inverno va bene qualsiasi orario, meglio le ore calde; la strada è
percorribile perchè tenuta aperta da uno spazzaneve, quindi il fondo è
innevato o ghiacciato, specie da metà in su.
Venendo ai tempi, il percorso, sempre riferendomi ad un podista
allenato, si conclude bene in circa 50', con andatura regolare e
costante.
Il percorso presenta la difficoltà della lunga salita, circa 4,5 km,
resa ancor più dura dal fatto che spesso e volentieri sul brecciolino si
scivola un pò e quindi si spreca un pò di energia in più per andare su.
A livello di
traffico, è praticamente assente in inverno, d'estate qualche auto in
più nei week-ends ma nulla più, incrocerete 3 o 4 macchine lungo tutto
il tracciato.
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