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lunedì, 11 ottobre 2004 18:24:56

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Rocca di mezzo - brecciara di campo felice via altopiano delle rocche
 
Tipo di percorso: piano, salita, discesa, percorso a circuito Tipo di terreno: asfalto Ambientazione: montagna, Parco Regionale del   Sirente - Velino
Difficoltà: media - duro, 5/5 Chilometraggio totale: 12,5 km circa Progressive: ogni km, vedi dettaglio nella cartografia
Lavori consigliati: salite medie Disponibilità acqua: no Orario consigliato: qualsiasi, eccetto in estate le ore pomeridiane dei giorni più caldi e nei fine settimana invernali per il traffico di auto.
Affollamento percorso: pochissime macchine nel primo tratto, praticamente nessuno nel tratto in salita nel periodo di chiusura impianti sciistici Particolarità: l'Altopiano delle Rocche offre una spettacolare vista sul gruppo del Gran Sasso, con il Corno Grande, il Monte Prena ed il Monte Camicia ad un tiro di schioppo Giudizio finale: tracciato bello specie nel tratto in salita, ma per questo molto duro, tagliagambe.
Stelline de "ilmaratoneta":


Il tracciato che "ilmaratoneta.com" propone ai suoi lettori ci tuffa nel bel contesto montano dell'Altopiano delle Rocche, in Abruzzo, a pochi km da L'Aquila, e si svolge tutto in quota, tra 1330 metri e 1500 circa.

Il percorso prende il via sulla statale delle Rocche, nell'abitato di Rocca di Mezzo, all'altezza della Caserma dei Carabinieri, e si avvia con un lungo tratto in piano e falsopiano verso l'adiacente comune di Rocca di Cambio.
Questo tratto taglia longitudinalmente la piana, non offre difficoltà alcuna, tranne brevi tratti in leggerissima salita seguiti poi da altrettanta leggerissima discesa; infatti i primi 3,5 km non fanno ne perdere ne guadagnare quota, e lasciano il podista libero di poter ammirare l'imponente mole del gruppo del Gran Sasso d'Italia, dall'altra parte della valle de L'Aquila, con le cime del Corno Grande, del Prena e del Camicia che svettano solitarie ed innevate per parecchi mesi all'anno.

Giunti a circa un km da Rocca di Cambio, la strada presenta un incrocio, a questo punto dunque si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per gli impianti sciistici di Campo Felice - Brecciara.
A questo punto arriva il bello, anzi, il brutto, perchè ci aspettano 3,5 km circa di salita tagliagambe e fiato, che sembra partire dolcemente, ma che s'impenna subito per poi non mollare più un attimo. il cuore va subito alle stelle, il respiro accelera parecchio, la faccia si tende per lo sforzo. I verdi prati e boschi, o bianchi, dipende dalla stagione, non riescono ad allietarci più di tanto come in altre occasioni, perchè la salita prosegue, a volte si inasprisce, poi sembra come diminuire ma è solo un'impressione.
Una curva dopo l'altra, sembra non finire mai, quando invece l'ultimo tornante sotto il Monte Cagno ci apre la vista sul rettilineo finale che porta alla base di partenza della seggiovia Brecciara. La pendenza è ancora sensibile, le gambe sono in pieno sforzo, la fatica è tanta; spesso lungo questa parte di tracciato vien voglia di mollare, girarsi ed andar giù in discesa, ma alla fine si tiene duro e si raggiunge il traguardo intermedio, cioè il grosso piazzale della Brecciara.
Siamo a quasi 7 km dalla partenza, e non dimentichiamolo, a 1500 metri di altezza, il che si sente e come.
 

Ad ogni modo, psicologicamente si è stracarichi, primo per la soddisfazione di avercela fatta, e secondo perchè ora ci attende una lunga discesa fino al bivio sulla statale delle rocche e poi un piano fino a Rocca di Mezzo.
Riprendiamo la stessa strada, tutto sembra più facile, velocemente il cuore si calma, il respiro si tranquillizza, il viso si rilassa, e ci si può godere lo spettacolo della montagna, gli uccellini e la brezza fresca in estate, il silenzio bianco della neve in inverno (occhio al ghiaccio spesso presente).
Giunti al bivio si svolta a destra e ci si dirige verso casa. Potrebbe venir voglia sul tratto in piano di allungare un pò, spesso capita paradossalmente di sentir girar bene le gambe anche dopo la fatica della salita. Beh, nessuno ci vieta di fare una bella andatura a sensazione, senza esagerare però, abbiamo già abbastanza acido lattico nei muscoli, meglio non aggiungerne altro.Giunti a casa, il solito stretching e la nostra amata doccia ristoratrice.

I lavori che si possono svolgere su questo percorso si ritrovano nelle salite medie. Sul tratto iniziale in piano conviene andare con un medio di riscaldamento e preparazione alla salita; in salita è bene tenere un'andatura che potrebbe essere quella del ritmo gara, se non ci si riesce il medio va sempre bene. Come detto prima al ritorno, in piano, un'andaturina a sensazione senza esagerare può aiutarci a scioglierci un pò.

Lungo il tracciato non è disponibile acqua, perciò meglio bere un pò prima. Da evitare le giornate estive più calde ed umide, l'ombra c'è solo nell'ultima parte del tracciato durante il pomeriggio. In inverno va bene qualsiasi orario, meglio le ore calde, ma considerate che il tratto in salita è affollato di auto dirette agli impianti da sci specie nei week-end, molto meno durante la settimana.

Venendo ai tempi, il percorso, sempre riferendomi ad un podista allenato, si conclude bene in 55' - 1h'

Il percorso presenta difficoltà, come detto prima, nella parte centrale, con un lungo tratto in salita, dura, continua, allenante da morire ma tagliagambe e fiato. Nessun altra difficoltà da segnalare

In ultimo faccio notare che il percorso si svolge su strada aperta alle auto, specie nel tratto sull'altipiano. Il traffico è scarso, la visibilità delle auto è ottima, ma è sempre bene USARE LA MASSIMA PRUDENZA E STARE ATTENTI, specie in inverno quando può esserci del ghiaccio sulla strada.

 

 

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