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Il tracciato che "ilmaratoneta.com"
propone ai suoi lettori ci tuffa nel bel contesto montano dell'Altopiano
delle Rocche, in Abruzzo, a pochi km da L'Aquila, e si svolge tutto in
quota, tra 1330 metri e 1500 circa.
Il percorso prende
il via sulla statale delle Rocche, nell'abitato di Rocca di Mezzo,
all'altezza della Caserma dei Carabinieri, e si avvia con un lungo
tratto in piano e falsopiano verso l'adiacente comune di Rocca di
Cambio.
Questo tratto taglia longitudinalmente la piana, non offre difficoltà
alcuna, tranne brevi tratti in leggerissima salita seguiti poi da
altrettanta leggerissima discesa; infatti i primi 3,5 km non fanno ne
perdere ne guadagnare quota, e lasciano il podista libero di poter
ammirare l'imponente mole del gruppo del Gran Sasso d'Italia, dall'altra
parte della valle de L'Aquila, con le cime del Corno Grande, del Prena e
del Camicia che svettano solitarie ed innevate per parecchi mesi
all'anno.
Giunti a circa un
km da Rocca di Cambio, la strada presenta un incrocio, a questo punto
dunque si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per gli impianti
sciistici di Campo Felice - Brecciara.
A questo punto arriva il bello, anzi, il brutto, perchè ci aspettano 3,5
km circa di salita tagliagambe e fiato, che sembra partire dolcemente,
ma che s'impenna subito per poi non mollare più un attimo. il cuore va
subito alle stelle, il respiro accelera parecchio, la faccia si tende
per lo sforzo. I verdi prati e boschi, o bianchi, dipende dalla
stagione, non riescono ad allietarci più di tanto come in altre
occasioni, perchè la salita prosegue, a volte si inasprisce, poi sembra
come diminuire ma è solo un'impressione.
Una curva dopo l'altra, sembra non finire mai, quando invece l'ultimo
tornante sotto il Monte Cagno ci apre la vista sul rettilineo finale che
porta alla base di partenza della seggiovia Brecciara. La pendenza è
ancora sensibile, le gambe sono in pieno sforzo, la fatica è tanta;
spesso lungo questa parte di tracciato vien voglia di mollare, girarsi
ed andar giù in discesa, ma alla fine si tiene duro e si raggiunge il
traguardo intermedio, cioè il grosso piazzale della Brecciara.
Siamo a quasi 7 km dalla partenza, e non dimentichiamolo, a 1500 metri
di altezza, il che si sente e come.
Ad ogni modo,
psicologicamente si è stracarichi, primo per la soddisfazione di
avercela fatta, e secondo perchè ora ci attende una lunga discesa fino
al bivio sulla statale delle rocche e poi un piano fino a Rocca di
Mezzo.
Riprendiamo la
stessa strada, tutto sembra più facile, velocemente il cuore si calma,
il respiro si tranquillizza, il viso si rilassa, e ci si può godere lo
spettacolo della montagna, gli uccellini e la brezza fresca in estate,
il silenzio bianco della neve in inverno (occhio al ghiaccio spesso
presente).
Giunti al bivio si
svolta a destra e ci si dirige verso casa. Potrebbe venir voglia sul
tratto in piano di allungare un pò, spesso capita paradossalmente di
sentir girar bene le gambe anche dopo la fatica della salita. Beh,
nessuno ci vieta di fare una bella andatura a sensazione, senza
esagerare però, abbiamo già abbastanza acido lattico nei muscoli, meglio
non aggiungerne altro.
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Giunti a casa, il solito stretching e la nostra amata doccia
ristoratrice.
I lavori che si
possono svolgere su questo percorso si ritrovano nelle salite medie. Sul
tratto iniziale in piano conviene andare con un medio di riscaldamento e
preparazione alla salita; in salita è bene tenere un'andatura che
potrebbe essere quella del ritmo gara, se non ci si riesce il medio va
sempre bene. Come detto prima al ritorno, in piano, un'andaturina a
sensazione senza esagerare può aiutarci a scioglierci un pò.
Lungo il tracciato non è disponibile acqua, perciò meglio bere un pò
prima. Da evitare le giornate estive più calde ed umide, l'ombra c'è
solo nell'ultima parte del tracciato durante il pomeriggio. In inverno
va bene qualsiasi orario, meglio le ore calde, ma considerate che il
tratto in salita è affollato di auto dirette agli impianti da sci specie
nei week-end, molto meno durante la settimana.
Venendo ai tempi, il percorso, sempre riferendomi ad un podista
allenato, si conclude bene in 55' - 1h'
Il percorso presenta difficoltà, come detto prima, nella parte centrale,
con un lungo tratto in salita, dura, continua, allenante da morire ma
tagliagambe e fiato. Nessun altra difficoltà da segnalare
In ultimo faccio
notare che il percorso si svolge su strada aperta alle auto, specie nel
tratto sull'altipiano. Il traffico è scarso, la visibilità delle auto è
ottima, ma è sempre bene USARE LA MASSIMA PRUDENZA E STARE ATTENTI,
specie in inverno quando può esserci del ghiaccio sulla strada.
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