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Il tracciato che vi propongo questa volta
ha come scenario generale sempre il Parco Regionale dell'Appia Antica,
che ho la fortuna di avere a "due passi" da casa nel vero senso della
parola, e che invogliano sicuramente alla pratica della corsa.
Iniziamo sempre dal
solito punto di partenza, la Chiesa del Domine Quo Vadis, sull'Appia
Antica, ma abbandoniamo subito la vecchia via romana ed entriamo nel
Parco Scott, proprio di fornte alla Chiesa, la cui entrata è facilmente
visibile dallo start.
Percorriamo quindi circa un km nel parco per riscaldarci, poi torniamo
sull'Appia di fronte alla Chiesa ed al trivio prendiamo la salita sulla
destra, che è poi il principio di Via Ardeatina.
La salita non è
dura nel complesso, tranne la prima parte, ma è lunga, circa 1,5 km,
comoda perchè su asfalto, ma consiglio di non spingere troppo perchè
ancora tutto sommato freddi e di recuperare nei tratti in piano o
falsopiano. In poco tempo giungiamo alle Fosse Ardeatine, di qua
imbocchiamo, dopo un brevissimo tratto in discesa, una nuova salita su
una stradina laterale sulla sinistra, che dopo un discreto saliscendi ci
riporta sulla via principale; siamo dunque di
nuovo sull'Appia, la strada è in lieve discesa e passa davanti le
Catacombe di San Sebastiano, poi spiana e riprende presto a salire al
Circo di Massenzio, impennadosi sulla salita della Tomba di Cecilia
Metella, 400 metri abbondanti di salita che se non allenati tagliano le
gambe, che ancora hanno in memoria la salita precedente di inizio
percorso. In cima spiana, dove c'è
un bar per capirci, svoltiamo a sinistra ed imbocchiamo un'ampia strada
asfaltata in discesa, dove le gambe girano bene e vien voglia di
forzare; sono 500 metri circa, si giunge sull'Appia Pignatelli e si gira
a sinistra, sempre su asfalto, costeggiando il Parco della Caffarella.
Si percorrono buoni 700 metri e si entra nel Parco sulla destra, tramite
il Vicolo S.Urbano; quest'ultimo tratto invita ad un'andatura spinta, e
dato che il lavoro perfetto per questo tracciato è il fartlek,
accendiamo la turbina e via. Siamo a 5 km di percorso, si entra sul circuito del
Vicolo S.Urbano, si percorre un giro (1 km), seguendo il sentiero a
centro pratone, prendendo lo strappetto in salita che porta al vecchio
rudere, tornando verso il vicolo e riattraversando il pratone per
tornare poi al rudere dopo il breve strappetto di prima. In pratica si
percorre mezzo circuito all'entrata e poi un giro completo.
Alla fine del giro,
siamo al rudere, si prende il sentiero in discesa che porta al Bosco
Sacro, si volta a sinistra e si prosegue verso il Ninfeo di Egeria,
prendendo però il sentiero in discesa che taglia il prato e costeggia il
Fiume Almone. A questo punto si prosegue sul tracciato principale,
tenendosi sempre sulla sinistra del Parco in direzione Quo Vadis;
affrontiamo un lungo rettilineo in falsopiano che inizia dal ponticello
sull'Almone e termina al Vecchio Mulino, poi il sentiero inizia a salire
pian piano per 500 metri abbondanti, prima su sterrato, poi su un tratto
più pendente in asfalto.
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Si scollina di nuovo su sterrato e si va verso
la cancellata che delimita il Parco, s'imbocca il Vicolo della
Caffarella, e su asfalto si vola verso l'uscita sull'Appia Antica che
dopo poche centinaia di metri ci riporterà al Domine Quo Vadis, dove
finisce il nostro percorso e l'allenamento...il solito stretching e la
solita doccia, meritatissima, ci aspettano.
I lavori che si
possono svolgere su questo percorso vanno dal semplice medio, al fartlek
a sensazione, ancor meglio se con andature "più spinte" nei tratti
asfaltati; le spinte possono essere effettuate sui tratti in salita o
falsopiano, ed un lavoro in crescendo può essere programmato facilmente,
poichè la zona iniziale che va corsa più lenta corrisponde alla più
impegnativa.
Lungo il tracciato è disponibile acqua in varie fontanelle, utili specie
in estate, quando è consigliabile effettuare il percorso la mattina
presto o la sera; in inverno ogni momento è buono, meglio la Domenica
quando il transito alle auto è bloccato sul tratto di Appia Pignatelli,
mentre altrove lo è sempre, ogni giorno della settimana.
Venendo ai tempi, il percorso, sempre riferendomi ad un podista
mediamente allenato, si conclude bene in 43' - 45', fino a 48' siamo su
tempi di un allenamento molto buono, con 4'30'' circa al km di media.
Il percorso presenta difficoltà, come detto prima, nella parte iniziale,
con 2 belle salite per un totale di quasi 2.5 km di sensibile pendenza nei
primi 3,5 km di tracciato; poi è tranquillo, forse in Caffarella si può
arrivare un pò stanchi se il giorno prima si è lavorato pesante, ma
insomma, basta rallentare ed i problemi finiscono.
In ultimo faccio
notare che la quasi totalità di questo itinerario ricalca il percorso di
una gara podistica molto importante e suggestiva, la "Appia Run", di
solito si svolge in Aprile ed è una gara frequentatissima e molto bella,
che tocca i luoghi descritti in questa relazione. Se avete intenzione di
parteciparvi, credo sia utile fare un sopralluogo sul percorso in
allenamento.
Il consiglio è di effettuare questo tracciato la Domenica o nei giorni
di festa perchè la zona è completamente chiusa al traffico eccetto per i
residenti.
Riferimenti
chilometrici per percorso di 10,5 km:
Partenza: Chiesa del Domine Quo Vadis?,
sull'Appia Antica.
Km 1: Dopo il circuito nel Parco Scott, appena si ripassa di fronte alla
Chiesa.
Km 2: Su falsopiano, all'altezza dell'entrata del vivaio.
Km 3: Poco oltre le Catacombe di San Sebatiano.
Km 4: A circa metà del tratto in discesa verso l'Appia Pignatelli.
Km 5:
All'entrata in Caffarella, inizio Vicolo
S.Urbano.
Km 6: Sul circuito in zona S.Urbano, prima della fontanella. .
Km 7: In discesa,
inizia il ritorno,
in corrispondenza del Bosco Sacro.
Km 8,5: Appena superato il Ninfeo di Egeria, alla cascatella.
Km 9.5: Superato il vecchio mulino.
Km 10.5: Arrivo, Chiesa del Domine Quo Vadis?, sull'Appia Antica.
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