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mercoledì, 06 ottobre 2004 18:43:20

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Lo stretching è parte integrante della corsa come di qualsiasi sport. Il possedere una muscolatura il più possibile elastica aiuta nei movimenti della propria disciplina, rende il corpo più pronto agli sforzi od a sollecitazioni inattese, aiuta a prevenire in parte alcuni infortuni.
Nel podismo, specie sulle lunghe distanze, la muscolatura più impegnata è quella delle gambe, non c'è dubbio, ma anche la schiena, le spalle, il collo, le braccia, sono sollecitate; non per niente la corsa si dice metta in movimento tutti i gruppi muscolari o quasi.
Ed allora non può mancare questa pratica, spesso odiata dagli atleti, anche professionisti, perchè considerata non allenante ed una perdita di tempo: niente di più sbagliato.
In inverno, dopo qualche minuto di corsa lenta per riscaldarci, lo stretching ci aiuta nel preparare i muscoli a lavorare con il freddo; molti corridori, come me, soffrono il freddo, quindi risulta scomodo fermarsi e far freddare il sudore prodotto sul corpo. La soluzione può essere, ove possibile, di rientrare al chiuso per effettuare 2- 3 cicli dei 4 gruppi principali, e poi riprendere con la seduta stabilita. O ancora effettuare lo stretching senza aver prima corso, in questo caso partendo molto molto cauti, poichè i muscoli sono "duri". A fine seduta il consiglio è di terminare in palestra, con calma, almeno 20', meglio 30', prendere lo stretching come momento di rilassamento pre doccia, perchè questo è, rilassarsi. Addirittura lo stretching dovrebbe impegnare lo stesso tempo dedicato alla corsa in una seduta, ma spesso ciò è impossibile. Così meglio farne poco ma buono.
In estate i problemi non ci sono, fa caldo, il pre allenamento può essere saltato, il dopo no, quello è fisso.
In generale sarebbe ideale fare una seduta di stretching a settimana, magari nel giorno di riposo, che ci impegni per una buona ora, anche di più, vedrete che giovamenti.
I gruppi da allungare sono gli estensori, cioè il quadricipite, i flessori, cioè il femorale, gli adduttori ovvero l'interno coscia, ed i polpacci; se si vuole si possono aggiungere i glutei, per aiutare la mobilità delle anche, ed il classico uovo o candela rovesciata per scaricare la colonna.
In ogni palestra è presente un opuscolo che spiega i movimenti base, che tutti di solito già conoscono; gli istruttori in caso contrario sapranno aiutarvi.
Sulle modalità di svolgimento, tenete sempre a mente che non bisogna soffrire, cioè non si fa uno stretching migliore se si sente più dolore, anzi, quello è un segnale del nostro organismo che vuole tutelarci dall'esagerare.
Ed allora, posizioni tranquille, graduali, di circa 30'' l'una, andando a tirare pian piano.
 

 

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