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martedì, 21 settembre 2004 21:47:45

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La soglia anaerobica, o meglio la velocità di soglia anaerobica, indica la velocità di corsa alla quale le capacità di smaltimento dell'acido lattico prodotto da un atleta non sono più sufficienti a questo compito, si saturano, e l'acido lattico inizia ad accumularsi nelle fibre muscolari, passando poi nel sangue, rappresentando un problema quando la sua concentrazione raggiunge certi livelli.

La soglia anaerobica non è la stessa per tutti i corridori, ovviamente i runners di livello mondiale hanno soglie anaerobiche vicine ai 21 km/h, il che gli permette di correre la maratona sui 20 km/h medi senza accumulare significative quantità di lattato; il podista alle prime armi per contro avrà una soglia anaerobica bassa, cioè già a basse andature di corsa nei suoi muscoli il lattato prodotto sarà più di quanto il corpo sia in grado di smaltirne, provocando quei fastidi cui si accennava prima.

La soglia anaerobica è una caratteristica che può essere "allenata", quindi migliorata, in definitiva può aumentare. Esistono infatti dei lavori che hanno proprio lo scopo di migliorare le capacità del corpo di smaltire l'acido lattico prodotto, il che significa riuscire a correre a velocità maggiori per un periodo di tempo maggiore.
Infatti alla velocità di soglia anaerobica si può correre per circa 1 ora, tanto è vero che molti atleti definiscono la loro soglia anaerobica facendo una prova su campo molto semplice, cioè corrono al massimo delle loro capacità per un'ora vedendo poi quale chilometraggio hanno effettuato. In base ai risultati si ottiene una velocità di tot km/h che corripsonde alla soglia.

La soglia anaerobica risulta importante poichè l'intensità dei lavori cui si sottopone il maratoneta vengono spesso stabiliti in percentuale di soglia, il consiglio pertanto è quello di effettuare tale prova per conoscerne il valore, più o meno indicativo.

 

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